La fraternità OFS di Scandiano ci segnala, per le ore 21 di venerdì 11 aprile presso il convento dei frati cappuccini di Scandiano, una iniziativa attraverso la quale verrà presentata la figura di Odoardo Focherini, Giusto tra le Nazioni.
Scarica il volantino dell’iniziativa
Nato a Carpi nel 1907, Odoardo Focherini è stato giornalista, medaglia d’oro al valor civile, iscritto all’Albo dei Giusti tra le Nazioni del Yad Vashem per la sua opera a favore degli ebrei nella Shoa: fu arrestato,internato a Fossoli, deportato e morì nel Lager di Hersbruck. Quella di Odoardo Focherini è una figura poco conosciuta, ma che merita di essere ricordata. Nel 1938, dopo l’approvazione delle Leggi Razziali, su incarico di Raimondo Manzini, direttore dell’Avvenire d’Italia, organizzò e agevolò la fuga di ebrei polacchi verso la Spagna e l’America Latina. E in seguito diede vita a un’efficiente organizzazione clandestina finalizzata all’espatrio di ebrei verso la Svizzera.
Dopo l’8 settembre 1943, l’organizzazione clandestina aumentò gli espatri e i rischi, finché l’impegno di Focherini fu scoperto. Dopo l’arresto, la carcerazione e la deportazione, morì come detto a Hersbruck il 27 dicembre 1944. Il 10 maggio 2012 papa Benedetto XVI firmò il decreto di martirio “in odium fidei”. Focherini fu beatificato il 15 giugno 2013, primo giornalista italiano a salire all’onore degli altari.
“E’ importante, in questo anno in cui celebriamo l 80* della liberazione, fare memoria di persone, di cristiani, come Focherini -, in particolare il suo amore per la vita, il suo essere uomo di virtù e per essere stato uomo di giustizia. Ha aiutato tantissimi ebrei, ma non solo durante la Seconda Guerra Mondiale. E’ un esempio per i giornalisti, perché esercitò anche questa professione, capace di capire l’epoca in cui stava vivendo, aspetto fondamentale che lo portò a fare quello che ha fatto.
Ma cosa centra la figura di Focherini, e di altri come lui, con noi? Che cosa ci chiede? Quali domande ci pone in questo tempo così difficile?
Fare memoria non significa solo ricordare, celebrare per non dimenticare! La memoria è sovversiva, ci chiede il coraggio di interrogarci. Pone anche a noi la domanda di essere uomini e donne di virtù. Pone anche a noi la questione di capire che tempo stiamo vivendo e di capire come prendere posizione, non come parti di una tifoseria, ma come prendere posizione per i più fragili, per i più deboli, e prendere posizione nell’epoca che stiamo vivendo per la giustizia per la democrazia.
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